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It’s better to solve the right problem approximately than to solve the wrong problem exactly.

Mar 26, 2021 | Non categorizzato

It’s better to solve the right problem approximately than to solve the wrong problem exactly. (John Tukey)

Scopri perché acquistare il CRM più evoluto non risolve il tuo problema di marketing sebbene in cuor tuo sei convinto di aver trovato la soluzione perfetta

Nei giorni scorsi mentre seguivo un corso mi sono imbattuto in questa frase di John Tukey tanto che ho preso e l’ho riportata pari pari in un mio post su LinkedIn. Inutile dire che qualche minuto dopo aver pubblicato il post ho iniziato a rifletterci.

Si perché questa frase in apparenza semplice esprime un concetto che io stesso ho faticato realizzare.

Concetto che, purtroppo, appartiene ai figli della scuola italiana.

So che ti stai chiedendo perché e come mai vada a dire una roba del genere visto che la nostra scuola, a detta di tanti, è tra le più invidiate del mondo.

Faccio subito una precisazione: questa notizia che la scuola italiana è la più invidiata nel mondo è una favola che ci raccontano a casa nostra.

Se così fosse ci sarebbe un flusso di studenti internazionali.

Ma questo è un altro discorso.

E non è questo l’argomento.

Infatti come ti dicevo si tratta di un qualcosa che è figlio della dinamica scolastica italiana.

Perché?

Ti è certamente capitato di andare ai tuoi colloqui con i tuoi genitori.

Che momenti.

Ancora ho l’immagine impressa.

File interminabili di persone per parlare con la prof di italiano, per non parlare di quella di matematica e di quella di francese.

La tensione che si accumulava nell’attesa.

Guardando i volti dei genitori dei tuoi compagni di classe che ti precedevano vedevi la speranza prima di entrare mentre all’uscita vedevi il fumo uscirgli dalle narici.

Quando arrivava il tuo turno entravi con tua mamma o con tuo papà e, nonostante fossi brillante, confidavi sul fatto che la prof non lamentasse il fatto che disturbavi la lezione con le tue battute o le altre robe che, solo lei poteva notare.

Una volta li davanti la prof ringraziava tua mamma per essersi presentato, poi ti guardava sorridente alla pari del boia che affila la lama dell’alabarda mentre ti invita a posizionare la testa sul ceppo del patibolo.

Trattenevi il respiro incrociando le dita delle mani, dei piedi e tutto l’intrecciabile.

Ah, in questo senso, ho scoperto poi che se gli incroci sono pari non funziona… diamine.

Ma vengo alla prof.

Il suo sguardo ancora non si è schiodato da te, che nel mentre cerchi di muovere gli occhi cercando di contare disperatamente il numero di puntini presente sul pavimento.

Ma eccola che dopo i ringraziamenti inizia a dire

“Marco va bene disturba un po’ in aula ma niente di particolare da segnalare. Ma signora le faccio vedere i voti, perché PUO’ FARE DI PIU’

Ecco vede questo è un 7, questo un 8, – come se tua mamma non fosse in grado di leggere i numeri ma solo le lettere – gli basterebbe proprio poco per arrivare a 9 e 10.”

Tua madre inizialmente contenta e quasi emozionata, dopo quella frase PUO’ FARE DI PIU’ si gira da te e ti guarda in cagnesco.

Un solo istante dopo esclama

“Marco perché non fai di più?”

Ovviamente ogni tua risposta è inutile. Vorresti rispondere che tu fai il massimo e che è la tua prof che potrebbe aumentare i voti, ma sei ancora troppo piccolo per replicare.

Eccoci quindi al vero problema.

Infatti quel “Può fare di più” è stata la rovina.

Si perché invece che evidenziare l’abilità di Marco, in questo caso, cercava di spingerlo a migliorarsi non considerando che molto probabilmente il problema era il parametro valutativo dell’insegnante.

So che stai per dire che non può essere visto che sono tutte le insegnanti a dare questo input verso il miglioramento.

Bene permettimi di risponderti dicendo che la scala di valutazione è stata resa oggettiva solo qualche anno fa e, purtroppo, i docenti più vecchi non cambiano la loro abitudine.

Si perché di abitudine si tratta.

Questo spasmodico input a cercare la perfezione o il miglioramento fa perdere di vista il problema reale ora come allora.

Si perché il concentrarsi sulla perfezione in italiano, faccio per dire, riduceva i risultati sul lato della matematica e via dicendo.

Questo la ricerca scientifica, che puoi trovare qui, lo ha dimostrato.

Eppure l’esposizione costante a quel modo di pensare e di agire è quello che ha dato vita a una marea di persone incostanti ed inconcludenti.

Cosa voglio dire?

Prendi me ad esempio.

Prima di lanciare il mio marchio MiM® Marketing Interim Managers, pensavo di non essere all’altezza e stavo però a focalizzarmi sul creare il giusto logo e tutte le porcate intorno.

Come dice Tukey stavo cercando di risolvere il problema sbagliato in modo eccellente.

Utile?

Manco per nulla.

Eppure come è capitato a me è qualcosa che capita costantemente a centinaia di migliaia di persone che, magari, hanno anche una brillante intuizione professionale ma prima di attuarla si preoccupano di curare dettagli del tutto futili.

Questo fenomeno della perfezione è molto diffuso nel mondo dell’imprenditoria al punto che, sul lato marketing, vedo imprese che spendono tonnellate di soldi per dotarsi dello strumento supersofisticato o del super marketing manager appena uscito dalla multinazionale tralasciando quanto è realmente importante.

Stanno risolvendo il problema sbagliato nel 95% dei casi.

Infatti non serve ad un cavolo avere un CRM complesso se a malapena la tua segretaria risponde al telefono dell’ufficio perché si imbarazza e non sa cosa dire.

O peggio non ti serve il marketing manager della CocaCola quando la tua produzione va in crisi se i tuoi clienti abituali ordinano un pezzo in più ciascuno.

Se pensi che il super CRM o il super Marketing Manager risolvano i tuoi problemi di marketing, parafrasando Tukey, stai affrontando il problema sbagliato.

A dirla tutta stai seguendo ancora il può fare di più che la prof diceva a tua mamma ogni volta che andava ai colloqui.

“Puo fare di più!”

Migliorarsi è giusto ed è un qualcosa che rientra in un processo che devi fare giorno per giorno, ma capire qual è il problema da affrontare è un altro discorso.

Per questo motivo ora puoi continuare a pensare di comprare il super CRM o spendere tutta la tua cassa per avere il Marketing Manager appena uscito dalla Coca Cola oppure puoi iniziare a pensare di affrontare il problema della tua azienda: ossia capire se è o meno possibile farla crescere.

Nel primo caso posso solo augurarti buona fortuna

Nel secondo caso clicca qui su contattami

Ti aspetto!

Avanti Tutta!!

Samuele

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