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Interim Manager vs Consulente

Mar 26, 2021 | Non categorizzato

Scopri perché il Marketing Interim Manager MiM® è l’unica figura esterna in grado di fare marketing all’interno della tua azienda.

La figura dell’Interim Manager affonda le sue radici nella storia dell’Impero Romano, intorno al 220 a.C., con i Publicani il cui compito era quello di gestire e curare gli edifici pubblici dell’impero, approvvigionare gli eserciti e fare da esattori su alcune imposte.

Da questa figura arcaica e scelta principalmente per le sue caratteristiche “professionali”, oggi al limite della legalità, l’attuale figura dell’Interim Manager ha vissuto alcuni determinanti step evolutivi.

Il primo step è stato quello determinatosi negli anni ’70 in Olanda. In quel periodo i dipendenti privati godevano di contratti che li super tutelavano tanto che i datori di lavoro si trovavano spesso nella condizione di non riuscire a licenziare il dipendente improduttivo. I tempi di preavviso arrivavano a superare l’anno e, specialmente in un’industria in fermento come quella Olandese dei primi anni 70, il rischio che le aziende correvano era quello di dover cessare l’attività.

A ciò si aggiungeva la difficoltà nel variare lo scenario contrattuale visto che proprio in quel periodo si verificava il Pillarisation che categorizzava verticalmente la popolazione in funzione di scelte politiche e religiose.

Proprio questo processo dava luogo a situazioni in cui certe figure professionali non potevano essere assunte da aziende aventi una diversa visione politica e religiosa.

Fu in questo scenario che la figura degli Interim Managers vide la luce. Le aziende da un lato necessitavano di avere figure con elevate competenze, caratteristiche manageriali e sopratutto pronte a operare e dall’altro non potevano permettersi di assumerle come dipendenti visto che avrebbero fatto infuriare sindacati ed opinione pubblica.

Questo vide la nascita dei primi Interim Managers: persone con elevata esperienza che non solo erano in grado di dare indicazioni all’azienda ma erano in grado di guidare l’ambito specifico in cui venivano impiegati sporcandosi le mani per primi.

Questa formula inusuale non agitava gli animi dei dipendenti verso il datore di lavoro, consentiva di arrivare al risultato e faceva prosperare l’azienda.

Il vero boom degli Interim Managers lo si ebbe però negli anni ’80 sia in Europa che negli Stati Uniti. In questo periodo tante aziende capitanate dai loro fondatori si trovarono a dover fare i conti con il passaggio generazionale. E’ risaputo che il passaggio generazionale risulta essere un momento aziendale travolgente.

Travolgente nelle aziende a conduzione familiare, ampiamente diffuse in Europa in quel periodo, visto che spesso si fa affidamento su una persona “di famiglia” seppure non sia mai stata interessata all’attività di famiglia se non per il tenore di vita che gli consentiva di vivere.

Travolgente nelle aziende quotate visto che il cambiamento di management spesso non è guidato da una fase di formazione ed affiancamento causando quindi la perdita di informazioni importanti per la gestione dell’azienda. Perdita di informazioni che dà luogo ad una fase di assestamento iniziale più o meno prolungata che produce un crollo nelle vendite e nel fatturato.

Proprio per contrastare questi due scenari gli anni ’80 videro l’incremento della diffusione di professionisti del management a supporto delle fasi di cambiamento generazionale.

Sia le aziende familiari che quelle quotate si avvalevano di consulenti nei diversi ambiti: da quello fiscale a quello di produzione passando per quello di marketing ma la loro funzione era ed è limitata a quella di dare consulto.

Il termine consulto deriva dal latino consulĕre il cui significato è consigliare.

Dare consigli va bene nel momento in cui in azienda hai chi può mettere in pratica le azioni consigliate.

Cosa succede se però non hai chi lo fa?

Questa era la situazione che le aziende negli anni ’80 si trovavano a dover fronteggiare durante il temuto passaggio generazionale: ricevevano consigli ma nessuno che li guidasse realmente in quel momento difficile.

Fu in questa situazione che la figura dell’Interim Manager assunse un peso maggiore.

Grazie alla competenza specifica, alla rapida operatività e alla capacità di mettere subito in pratica le azioni gli Interim Managers intervenivano guidando le aziende in quel momento di transizione. La loro attività non si limita a dare consigli ma si amplia di far in modo che il piano d’azione avanzi con tempistiche definite vedendo un loro impegno sul campo.

Fu in questo periodo che l’Interim Manager divenne una professione.

Ma dopo tutta questa storia sono certo che ti starai chiedendo allora quand’è che devo rivolgermi ad un consulente e quando ad un Interim Manager?

Bene prima di tutto ti riporto di sotto con una tabellina veloce cosa differenzia l’Interim Manager da un Consulente:

So benissimo che questa tabella ti ha acceso ulteriori domande come “L’Interim Manager è per un 60% pari al mio consulente” o anche “il mio consulente mi suggerisce anche come fare l’implementazione quindi arriva quasi ad essere un Interim Manager” e via dicendo.

Osservazioni corrette ed interessanti anche se voglio farti prima di tutto una precisazione. Come puoi vedere non ho attribuito un valore percentuale a nessuna delle 5 attività perché ognuna di loro ha un peso differente rispetto all’altra.

Ad esempio la fase di diagnosi è fondamentale tanto da determinare la riuscita dell’attività. Pensa se il tuo medico sbagliasse diagnosticandoti il raffreddore e, a causa di qualche puntino rosso sul tuo viso, ipotizzasse che tu hai la scarlatina mentre tu hai semplicemente mangiato piccante la sera prima, cosa succederebbe? Ti troveresti a dover assumere numerosi farmaci per curare un qualcosa che non hai. I farmaci per la scarlatina probabilmente ti farebbero passare il raffreddore ma a che prezzo?

Negli anni ho assistito a tante situazioni in cui i consulenti cannando la diagnosi volevano curare il paziente azienda con “farmaci” non opportuni che le poche volte che portavano al raggiungimento del risultato lo facevano in un arco temporale molto più esteso e con un forte dispendio economico. Sappiamo entrambi che quando in azienda devi fronteggiare una situazione di crescita o di cambiamento due sole variabili sono fondamentali: tempo e costi.

La variabile tempo è fondamentale non solo perché ti coinvolge direttamente quanto perché un’estensione delle tempistiche porta ad aprire un fianco alla concorrenza che potrebbe, specialmente nel caso di lancio di nuovi prodotti e/o servizi, nasare e fare in modo di anticiparti.

La variabile costi non sto neanche ad aprirla visto che la parola “saving” oggi è entrata a far parte delle prime parole pronunciate dai bambini a soli 2 anni.

Diventa quindi chiaro che la figura del consulente lascia il tempo che trova, specialmente in una disciplina complessa e ricca di sfaccettature come il Marketing.

In questa bolgia di consulenti che spuntano come funghi dopo una giornata di pioggia con il primo raggio di sole ho deciso di creare MiM® Marketing Interim Managers la prima azienda di Marketing Interim Managers in Italia.

Ora puoi scegliere di

— Affidarti al consulente di Marketing che fino a ieri stampava i volantini nello scantinato

o

— Affidarti ad un Marketing Interim Manager MiM® in grado di gestire il marketing della tua azienda facendoti ottenere i risultati che avete prefissato.

In questo caso scrivimi su [email protected]